Parkour! Domande e risposte con Francesco “Rosso” del team Milan Monkeys

parkour: domande e risposte con Francesco "Rosso" dei Milan Monkeys

Francesco “Rosso” Mazzù del team Milan Monkeys è stato protagonista dell’appuntamento di Meet the Fitness Guru dedicato al parkour; il risultato è un piccolo bignami di suggerimenti su come iniziare a praticare parkour, quali sono gli esercizi propedeutici e altro ancora.

Buona lettura!

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Ciao Francesco! Come si comincia a praticare parkour in Italia? Lo chiedo perché non è esattamente come iscriversi a un corso di zumba… 

Negli anni la situazione è molto cambiata. All’inizio (2004/2005) si sapeva molto poco di questa disciplina, le poche informazioni passavano attraverso i forum sul web e, se si era fortunati, attraverso i primi raduni italiani in cui i fondatori tenevano workshop. Si rubava quello che si poteva rubare del loro metodo d’allenamento, e si provava ad imitarlo, capirlo e personalizzarlo.
Se si inizia oggi invece è totalmente diverso, per fortuna le cose si sono fatte più facili: sullo stivale si sono sviluppate diverse realtà molto autorevoli, che molto spesso tengono corsi, o che comunque possono dare una mano a chi vuole iniziare!

Lo chiedo perché tuttora parlandone c’è chi lo sente più come una cosa da videogame..!  Ma vi capitano allievi “ispirati” da Arrow o Assassin’s Creed?

Si, soprattutto i giovanissimi! E’ una cosa comune quanto simpatica, ma poi ovviamente è la missione del coach riuscire a renderli coscienti che quello che stanno vivendo è la vita reale e non un film! Il basso numero d’infortuni in questa disciplina (malgrado l’elevato rischio) sta proprio nella coscienza di quello che si fa.

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Ciao Francesco, volevo sapere ci sono specifici allenamenti per praticare questo sport…

Per quanto riguarda gli allenamenti, è un discorso molto vasto. Il parkour ha come scopo quello di renderti adattabile ad ogni situazione: spostamenti sul piano, in verticale (simil arrampicata), in quadrupedia, su superfici limitate, per tempi lunghi o sviluppando alte velocità.
Sicuramente per chi si affaccia alla disciplina è importante andare a sviluppare una buona tonia generale, sopratutto per gli arti inferiori (in ogni allenamento si eseguono tanti salti, quindi tanti atterraggi), affinchè si possa praticare in sicurezza. Personalmente consiglierei a chi si affaccia di dedicare il 40% del suo tempo al potenziamento, e il 60% alla tecnica.

parkour_warm_up

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Ciao… ci sono controindicazioni per una ragazza che voglia provare a cimentarsi?

Assolutamente no! Negli ultimi 4-5 anni il numero di ragazze che praticano è molto aumentato, a testimonianza che è veramente una disciplina aperta a tutti quelli che vogliono imparare. Come dicevano i fondatori “il parkour è per tutti, ma non tutti sono per il parkour“: se hai voglia di allenarti e passione per il movimento non esiste genere o età che tenga!

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Sai se ci sono scuole o team che si allenano in Emilia (Ferrara e dintorni)?

Sì, a Ferrara c’è un gruppo chiamato Flowlines. Molto simpatici e competenti.

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Ciao! Sono sempre stato molto affascinato da questa disciplina ed in particolare l’approccio ai salti. Fate allenamenti specifici per quelli? Di che tipo?

I salti sono materia fondamentale in questa disciplina, insieme a corsa e arrampicata. A livello prestativo, si prediligono esercizi come i balzi a carattere pliometrico, spesso in salita su gradoni, in maniera tale da limitare l’impatto. Molti atleti della nuova scuola si stanno introducendo all’universo dei sovraccarichi. Molto simile a quanto si fa per altre discipline come l’atletica, quindi. Ciò che cambia è il focus sul controllo del movimento che viene SEMPRE mantenuto, fino a quando non si riacquisisce una posizione stabile al suolo: mentre nel salto in alto c’è il materasso, o la sabbia per il salto in lungo, nel nostro caso c’è l’asfalto. Sprigionare tanta potenza è veramente nulla se non si è in grado di controllarla in maniera direttamente proporzionale. Direi che l’espressione migliore per rendere l’idea è che il controllo ” è di vitale importanza”.

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Mi chiedo quanto dell’allenamento è dedicato a imparare a…cadere.
Quanto è davvero rischioso il parkour?

Tantissimo. Sapere spingere il salto non basta, bisogna controllare il salto per dire di averlo fatto. Allenare gli atterraggi è molto importante sempre, in particolar modo per i principianti, e di tutti i tipi: dopo salti in orizzontale, dall’alto, scaricando il peso con le mani al suolo, assorbendo l’impatto utilizzando solo le gambe o dissipandolo in movimento tramite la tecnica del roll.

Il rischio c’è, ma lo si affronta sempre in maniera conscia e progressiva: nello sport ci si infortuna sempre perchè l’attenzione è decentrata dal proprio corpo a un oggetto o ad uno scopo da inseguire: nel parkour no, si “vive” il momento, quindi se qualcosa del tuo corpo non è sistemato a dovere, sempre ammettendo di essere praticanti responsabili, lo si percepisce quasi sempre!

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Una cosa che trovo molto bella del parkour è il modo in cui “si appropria” della città. Immagino che conoscere il luogo in cui si pratica e saperlo “leggere” sia importante. Come ci si approccia a un percorso? Come lo si studia?

Dipende da cosa ci si propone di allenare ed è molto personale. Se so che voglio allenare una determinata abilità, per esempio il footplacement, interpreterò lo spot (il luogo in cui si pratica) secondo questa chiave di lettura, creando io le condizioni per cui l’ambiente sia funzionale alla mia pratica. A volte invece il bello è proprio “lasciarsi guidare” dall’ambiente, pensando di meno agli obiettivi e seguendo l’istinto. Se se ne è consapevoli, non è assolutamente una perdita di tempo, ma anzi è uno stimolo fortissimo per la propria pratica, che secondo me va inserito nei propri allenamenti. aiuta a trovare nuove chiavi di lettura dello spot in cui ci si allena, che quindi diventa potenzialmente piu allenante.

parkour!

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Quali sono i gesti base da allenare? E come ci si allena al chiuso?

Nel primo periodo consiglierei di allenare (tantissimo, ma proprio tanto) i salti di precisione, per il semplice fatto che insegnano a fermarsi su superfici limitate con il massimo del controllo corporeo, e quindi ad affrontare in maniera sicura passaggi critici come gli atterraggi (potenzialmente dannosi si in acuto, ma anche in cronico). I precision hanno un transfer enorme, perchè le dinamiche d’atterraggio sono simili anche ai volteggi e alle altre tecniche. Si impara ad esempio il timing ideale con cui ammortizzare in maniera morbida, la postura e l’equilibrio durante l’atterraggio. Insieme si possono allenare tutte le tecniche di vaulting, e dopo i cat leap, e via con le altre tecniche. Basta ricordarsi che il parkour non è collezionare movimenti, ma capirli e saper perchè utilizzarli.

Allenarsi al chiuso da sicuramente un “accelerata” alla crescita dei praticanti: le condizioni in cui ci si allena sono sempre quelle ideali e l’ambiente si plasma letteralmente sui tuoi obiettivi. MA (ed è una ma enorme :)) il parkour necessita del contatto con l’ambiente in cui si vive, che sia città o natura non fa differenza. Ci si allena per essere più efficienti veramente, in tutte le condizioni, non solo nella comodità (anzi, sopratutto non nella comodità): bisogna sperimentare cosa significhi avere il sudore negli occhi per il troppo caldo, avere le mani fredde o le suole scivolose per la pioggia, altrimenti non si fa parkour, ma un’altra cosa. Se si vuole iniziare prendendo parte ad un corso e fare veramente questa disciplina, allenarsi in indoor è facoltativo, in outdoor è necessario!:)

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Ciao, ti volevo chiedere se praticare e allenarsi per il parkour potrebbe portare benefici anche per altri sport (tipo snowboard)?

Sicuramente si, ma non voglio essere di parte, per cui sarò sincero: personalmente non penso ne porti più di quanto potrebbe portarne la ginnastica artistica svolto in maniera conscia e “professionale”. Se si analizza il modello fisiologico del parkour (sebbene la cosa non mi piaccia e lo trovi molto sterile.. e qui si, sono di parte!) e lo si affianca a quello della ginnastica, penso che i tratti “trasferibili” allo snowboard siano comuni. Forse un punto in più per l’equilibrio statico nel parkour (penso alle traslocazioni sui tubi) che potrebbe tornare utile nello stare sulla tavola.

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Fra le discipline che si prestino a traghettare verso il parkour forse la ginnastica è la più evidente… Un altro figlio ribelle della ginnastica è il calisthenics. Vi capita di avere aree di confluenza con chi fa street workout e calisthenics?

Sì, principalmente per la parte di condizionamento, anche se poi qualcuno dei movimenti che loro fanno ai tubi i traceurs li utilizzano per superare gli ostacoli. Come al solito, a fare da discriminante sono gli obiettivi e la coscienza che ci sono dietro al movimento. Fare una muscle up in allenamento è molto diversa che farla con un tubo bagnato, lo zaino in spalla e il fiatone perchè all’interno di un percorso. Nel secondo caso bisogna sicuramente saper farla bene,come nel primo, ma sopratutto bisogna saperla adattare: devi issarti sul tubo, utilizzando il più possibile quello che hai imparato allenando la muscle up, non per forza facendola. C’è una differenza enorme fra le due cose.

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Vuoi saperne di più?
Non ti resta che iscriverti a un corso dei Milan Monkeys…o cercare il team più vicino a te :)
Nel frattempo, puoi sempre tenerti in allenamento con l’app FitStadium..!

 

Foto di THOR su Flickr creative commons

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