Calisthenics e street workout: appuntamento con Claudio Negro

Meet the Fitness Guru con Claudio Negro

Dopo Amerigo Brunetti, Meet the Fitness Guru fa posto al calisthenics; mercoledì 29 ottobre dalle 21 sarà online sulla bacheca di FitStadium Claudio Negro, coach e cofondatore di Burningate – Calisthenics Evolution Skill, per cui ha recentemente pubblicato un manuale.

Ma prima di mercoledì, scaldiamoci con qualche domanda a Claudio…in anteprima.

Claudio, com’è la scena calisthenics italiana, di questi tempi? Siamo stati a Cervia ed è stato davvero bello…progetti futuri?

Be’, Cervia ti dà un po’ l’idea della crescita del calisthenics italiano, sia come numeri che a livello atletico e sportivo. Sono aumentati gli atleti partecipanti, ma soprattutto è cresciuto moltissimo il livello della competizione, che si è avvicinato a quello delle gare internazionali.

Fra i partecipanti tanti erano giovanissimi, è un bel segnale.

Sì, ma consideriamo che per raggiungere il livello preparazione necessario per una gara occorrono molte energie e molto tempo da dedicare all’allenamento.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg: in Italia sta emergendo in modo sempre più evidente un interesse per il calisthenics come pratica di fitness.
Sempre più persone, dai 25 fino ai 50 anni, scelgono il calisthenics come disciplina per stare in forma, in alternativa alla palestra classica. Così sono nati corsi che declinano il calisthenics in modo da andare incontro alle esigenze di chi vuole tenersi in forma. Per ora i trainer sono ancora pochi, ma c’è un margine di sviluppo elevato e credo che in futuro cresceremo ancora.
Cavalchiamo l’onda lunga dell’allenamento funzionale, la stessa che sta sostenendo il Crossfit; anche lì esistono una scena agonistica e una quotidiana, che convivono alimentandosi reciprocamente. E’ quello che miriamo a ottenere con il progetto Burningate.

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Cioè?

Stiamo lavorando su due fronti: il primo è portare il calisthenics a diventare uno sport a tutti gli effetti. Anche se è nato “underground” ed è sotto i riflettori solo da pochi anni, il calisthenics ha già raggiunto traguardi interessanti: le gare hanno già una fisionomia distinta, esiste già una federazione mondiale che organizza tornei e stabilisce uno standard a livello internazionale .
Del resto, creare un circuito agonistico istituzionalizzato è nell’interesse di tutti gli appassionati, e soprattutto di atleti come i partecipanti all’evento di Cervia, che ogni giorno dedicano all’allenamento moltissimo tempo ed energie.
All’orizzonte c’è il riconoscimento di organismi come il Coni… ma prima c’è ancora parecchia strada da fare.

L’altro obiettivo importante è favorire un cambio di rotta nelle palestre, aumentando la diffusione del calisthenics anche fra chi vuole cimentarsi con la disciplina ma non è interessato a gareggiare. Questo probabilmente avverrà ancora prima dell’affermarsi del calisthenics come sport, e aiuterà a spianare la strada.
In quest’ottica, l’aspetto formativo è prioritario: la nostra è una disciplina che richiede un percorso di apprendimento graduale, perciò chi insegna deve essere una persona qualificata.

Posso dirti questo: il meglio deve ancora venire.

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Ok, andiamo su una domanda più specifica. Secondo la tua esperienza, qual è la skill più difficile da sviluppare?

Ti posso dire qual è quella più ambita da chi inizia a praticare, e che fra le skill di base è quella che richiede più pazienza e talento: la planche.
Non a caso il logo di Burningate rappresenta proprio la stilizzazione di una planche, ed è anche la specialità di Erik Neri, fra gli atleti migliori che l’Italia abbia in ambito calisthenics. (NB: E’ proprio l’Erik che ci ha aiutato con i video della nostra app …tranquilli, non ce lo faremo scappare ;) NDA)
La planche è un esercizio che richiede molta forza, molta dedizione – ed anche quello in cui è più facile rischiare di farsi male.

(Quali sono le skill di base?)

Sono sei: front e back lever, muscle up, verticale, human flag e, appunto, planche. Poi ci sono le skill di livello più elevato, che però sono per lo più materia per chi gareggia.

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Un consiglio che daresti a un principiante – e uno per un veterano.

A chi è alle prime armi suggerisco di non avere fretta e godersi il viaggio. Il calisthenics richiede passione, dedizione e pazienza: dedicatici con energia, ma non bruciare le tappe e non cercare di ottenere tutto e subito; è solo controproducente.

A chi ha già esperienza consiglierei una cosa sola: ottimizzare i tempi. Molti atleti si buttano anima e corpo nell’allenamento e si esercitano per diverse ore ogni giorno, rischiando il sovrallenamento o l’infortunio; i risultati migliori si ottengono rendendo l’allenamento efficiente, il che non vuol dire per forza più lungo.

°°°

Avresti voluto chiedere altro? Don’t worry, puoi farlo! 
Il 29 ottobre non mancare: resta in contatto iscrivendoti all’evento su Facebook e scarica l’app di FitStadium per poter accedere al sito comodamente anche in mobilità.

A presto con altre novità!

 

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