Amerigo Brunetti e l’essenza della forza: il 22 ottobre su FitStadium

Incontra Amerigo Brunetti sulla bacheca di FitStadium. Appuntamento iil 22 ottobre alle 21

Meet the Fitness Guru riparte alla grande; fino alla fine dell’anno, ogni settimana porteremo sulla bacheca di FitStadium esperti e figure di riferimento da diversi ambiti del fitness, dell’allenamento della forza e dello street workout, con un occhio di riguardo all’allenamento bodyweight (che non a caso è il cuore della nostra app).

Ma niente preamboli, vediamo subito il primo dei nuovi appuntamenti!

Cominciamo con Amerigo Brunetti, preparatore, docente e coordinatore di Accademia Italiana della Forza . Un passato da campione di natural bodybuilding e una particolare esperienza nell’applicare le logiche del powerlifting all’ambito del fitness e del culturismo drug-free. Potrai incontrarlo la sera del 22 ottobre su FitStadium.com; nel frattempo, ecco una breve intervista per conoscerlo meglio.

Amerigo, chi sono le persone che si allenano con te? Cosa le accomuna?

“Sono persone che non si accontentano. Sono atleti insoddisfatti da ciò che era stato proposto loro come natural body building e allenamento della forza. Gente che vuole guardare oltre.

Fino a non molto tempo fa, la norma per chi si allenava da body builder era seguire regole piuttosto generiche, che potevano dare risultati anche molto diversi da persona a persona. Chi diceva una cosa, chi un’altra: un gran casino.
Ogni caso faceva storia a sé, non sempre era chiaro perché uno otteneva risultati e un altro no. Si procedeva per tentativi e c’era sempre una certa dose di fortuna nel riuscire a scoprire il metodo di allenamento giusto. Su cento atleti avresti faticato a trovare un minimo comun denominatore.

All’AIF per la prima volta abbiamo l’opportunità di applicare un metodo comune a tanti atleti diversi. Conoscere meglio i singoli casi ci permette di comprendere sempre più chiaramente le leggi generali dell’allenamento.

L’ipotetico atleta “medio”, riferimento per tanti studi teorici, non è sempre d’aiuto quando si tratta di allenare una persona in carne ossa. Impegnarci a far crescere il singolo atleta ci permette di ricostruire sempre meglio il modo in cui si sviluppa la forza, senza che per questo la teoria prenda il sopravvento sulla realtà della persona che abbiamo di fronte.

Questo impegno ci ha permesso di tracciare nuove linee guida comuni, ed ecco che oggi – finalmente! – tante di quelle che prima sarebbero state considerate eccezioni inspiegabili stanno rientrando in un quadro complessivo.

allenamento della forza: ne parliamo con Amerigo Brunetti

Prendi il concetto di “limite genetico”. Quando l’allenamento smette di dare frutti, tanti pensano di avere raggiunto un confine invalicabile, di aver già ottenuto dal proprio corpo tutto quello che potevano.
Invece ci sono tanti altri fattori da prendere in considerazione, prima della genetica; stiamo comprendendo sempre meglio quali sono. Stiamo spostando i limiti in avanti: le persone che si allenano con noi ci cercano per questo.”

 

Quanto è cambiato negli ultimi anni l’allenamento della forza?

“Quando io ho cominciato come natural bodybuilder, la mia preparazione consisteva in un volume altissimo di allenamento su tanti esercizi diversi, senza la minima programmazione di quello che avrei fatto di giorno in giorno.
Presto però ho capito l’importanza di imparare a gestire il sistema nervoso: alternanza di carichi, alternanza di allenamenti, gestione dello stress sistemico.

Di fatto, qualsiasi gesto che richieda uno sforzo mobilita il nostro sistema nervoso. Volendo semplificare potremmo dire che più il muscolo riceve impulsi nervosi di qualità elevata e più sarà in grado di generare forza. Ma non solo!
Imparare a gestire correttamente questi impulsi è fondamentale affinché la forza che abbiamo a disposizione sia spendibile in tutti gli ambiti.

Un tempo si vedeva l’allenamento soltanto in un’ottica muscolocentrica (e non sistemica), oppure si allenava un solo gesto specifico. Così si vincolava la “forza” a un solo binario immutabile, legato a quell’unico esercizio. Non era forza. Era diventare bravini a fare una cosa, per di più rischiando di mettere a repentaglio la propria longevità agonistica. Poca attenzione al movimento significa – ahimè – sovraccarico di certe strutture.

Ora, invece, l’obiettivo dell’allenamento è innanzitutto avere più cavalli a disposizione nel proprio motore: essere in grado di esprimere una forza da poter impiegare anche in attività diverse. Powerlifting, sport da combattimento, rugby, natural body building.

sviluppare correttamente forza permette di rendere meglio in numerose discipline

In tutta sincerità, stento a credere ai risultati che sto avendo sulla maggior parte dei miei ragazzi in quanto ad incrementi muscolari e prestazionali.

Ciò che ti porta a migliorare come atleta non è solamente allenare un gesto, ma riuscire a trasmettere al muscolo – a più muscoli – impulsi che siano allo stesso tempo forti e controllati. Raggiungere questa condizione richiede tempo e lavoro; vuol dire sacrificare il risultato sul breve termine per raggiungere appieno le proprie potenzialità. Anni di lavoro che portano all’eccellenza.
Uovo oggi o gallina domani? Questione di scelte.

L’estetica del culturismo passa attraverso lo stimolo, e lo stimolo necessita di determinate abilità per essere massimizzato. Bypassare l’apprendimento di queste abilità ci fa perdere buona parte della torta.
Alla fine, dipende tutto da quanto si è affamati di risultati.”

 

Una regola d’oro per chi si avvicina per la prima volta all’allenamento – ed una per chi invece è già un veterano.

“A chi sta iniziando: scegli come guida un trainer che abbia risultati tangibili. Qualcuno con un’esperienza trasparente e positiva, che sia riuscito a far crescere davvero e nel tempo i propri atleti.
Su cento allievi dell’allenatore X, non prendere in considerazione solo i migliori dieci: a tutti, nella vita, capita per le mani il campione iper-predisposto. Concentrati sugli altri: che evoluzione hanno avuto gli ultimi cinquanta, appartenenti alla “metà inferiore” della classifica? C’è stato un progresso tangibile nel tempo? Quanti, partendo da zero, hanno costruito e costruito, arrivando ad ottimi livelli pur non essendo stati baciati da Madre Natura?

Il trainer migliore è quello che mostra risultati chiari e concreti sul 99.9% degli allievi. In modo assolutamente trasparente.

A un veterano consiglierei invece di allenarsi in un contesto il più possibile stimolante. Che sia una palestra o un gruppo di appassionati, un ambiente positivo e che ci spinge a dare il meglio di noi fa tutta la differenza del mondo; una mentalità vincente rappresenta buona parte del successo. Incoraggio perciò chi non la avesse ancora trovata a cercare una realtà che lo spinga a tirare fuori il massimo.”

Il resto al 22 ottobre; comincia a segnare le tue domande!
Se sei carico quanto lo siamo noi, partecipa subito all’evento su Facebook e condividi. Presto news sui prossimi appuntamenti: stiamo arrivando…

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