Ado Gruzza risponde: ecco la prima parte della chiacchierata

Ado Gruzza risponde alle domande sul gruppo FitStadium // Off Campus

Ce l’avevate chiesto, e noi ve l’abbiamo portato: Ado Gruzza, fra le altre cose Allenatore Nazionale Juniores, Responsabile Area didattica FIPL e presidente AIF è stato ospite del nostro gruppo Facebook e ha risposto alle domande di tantissimi appassionati di powerlifting e allenamento della forza.
Talmente tanti che abbiamo dovuto dividere il post in due… intanto eccovi il primo round, a breve la seconda parte!

E mentre aspetti, perché non dai un’occhiata alla nostra app?

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Ciao Ado, comincio chiedendo una cosa forse un po’ generica: come è nata l’ AIF, l’Accademia Italiana Forza?

Beh, semplicemente è nata dalla necessità di organizzare una struttura che colmasse un vuoto. L’allenamento coi sovraccarichi presentava un vuoto enorme di comprensione degli stessi; ora molto meno.
Ho voluto formare un gruppo di giovanissimi che avessero competenze vere, di campo, non legate agli scientismi poco rispondenti alla realtà. Così ci troviamo, circa 3 anni dopo, con un gruppo meraviglioso, con gente come Amerigo Brunetti, Francesco Pelizza, Contenta e company, ad organizzare seminari e a trattare con i migliori al mondo.

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La mia domanda che poi vuole essere anche una provocazione: mi assicuri che non c’è mai cedimento negli allenamenti dei tuoi atleti?

Bella domanda.
Sicuramente non c’è mai sotto un certo livello di controllo tecnico. In teoria un atleta perfetto potrebbe anche avvicinarcisi, però con cautela. Tieni conto che un atleta molto efficiente fatica a fare 3 ripetizioni all’80%, però volendo riesce a farne 7 o 8 mentre un buon intermendio fa bene 3 ripetizioni e ne fa al massimo sei.
Non trovo nessun tipo di vantaggio nel portare gli allenamenti a cedimento strenuo. Di certo perdi massa magra, diminuisci il volume di lavoro fattibile e perdi in qualità.
Ogni tanto una bella tirata ci sta, però bisogna avere pienamente il manico della situazione.
Ho provato di tutto. Anche grandi volumi di esercizi complementari, pompaggio, lattacido forzato: se ho scelto un certo tipo di strada è perchè mi ha dato di più. Se funzionasse l’infrequente e lo squat a 20 ripetizioni, lo farei. Però gli asini, ancora, non volano da soli.

Te lo chiedo perchè parlando spesso con Erik Neri e vedendo i suoi allenamenti, sembra che lui spesso arrivi a cedimento (tecnico si intende). Ad esempio negli HSPU e nelle trazioni…forse è proprio il controllo tecnico che fa la differenza.

Credo che paragonare il corpo libero con i sovraccarichi sia un errore di metodo non piccolo. Sono due cedimenti molto differenti, ci arriverei anche io se fossi in Erik.

esercizio corpo libero push up

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Ciao Ado. Quest’anno abbiamo visto Wolf in Italia, l’anno scorso Sheiko. Abbiamo visto che sono tutti e due molto meticolosi nella programmazione, Wolf veramente sul lungo periodo. Sostanzialmente in cosa si differenziano i due coach?

Non posso nasconderti che tra Boris (il mio mito assoluto degli inizi) e Dietmar Wolf ci siano grandissime differenze.
Dietmar è molto più sperimentale, molto meno legato ad una tradizione, e allo stesso tempo è un gigante (assoluto) dal punto di vista della managerialità. Abbiamo forse parlato tanto di politica quanto di allenamento.  Dietmar poi ha un carattere molto vicino al mio, anche nei difetti, e per questo mi sono trovato a meraviglia.
Boris è russo, molto russo. Conta che è stato il padre di tutto quanto di buono abbiamo oggi nel mondo dei pesi, a volte anche incoscientemente. Per questo è un gigante. Meglio Boccaccio o Dante?

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Ciao Ado, un parere breve: molti atleti dell’élite mondiale si allenano 3 volte a settimana. Tu cosa consigli mediamente ad una persona? 4 sedute a settimana? Suddivisione delle alzate? 4 squat, 3 stacchi e 6 panche? Sarei curioso di come si organizza Bianchi, che non ha proprio un lavoro semplice.

Come dicevo ho provato quasi tutto. IL 3x ci sta, però dato che il natural normodotato deve lavorare sull’attivazione molto di più di chi o ha benzina da Testo o ci è nato, rischia per paradosso di essere troppo poco, perché troppi lati vengono non allenati. Bianchi ora fa lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e a volte sabato.
Mediamemente, anche se ultimamente abbiamo fatto con soddisfazione grossi cambiamenti, si fanno 3 squat, 2 stacchi e 4 panche a settimana. In linea generale.

Capisco. Per 6 panche intendevo la classica doppietta del lunedi/venerdi e la singola di mercoledi/sabato. 

Non facciamo doppie sedute dello stesso esercizio nella stessa seduta. Praticamente mai, se non mai.

Credevo diversamente, essendo una peculiarità delle programmazioni di Sheyko. Le.trovi poco utili?

Sono un gran fan del metodo Sheyko,  però non lo usiamo più da un po’ in maniera tradizionale. Anche se qualcosa di Sheyko resta inevitabilmente in ogni cosa che si fa. Ripeto: Dante, Beethoven, Rembrant. Questo è l’equivalente nel PL.

Comunque sì, non trovo così interessante rifare due volte lo stesso esercizio nella stessa seduta. Poi l’hanno usato fior di tecnici, come Roman, e company, per cui un senso ci sarà.

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Attrezzatura durante gli allenamenti ed una programmazione per una gara; quanto usarla? Usare roba larga?

Eh, qua si entra in una domanda che vorrei fare io a te. C’è chi non la usa mai, c’è chi la usa sempre. Wolf non capisce il motivo di allenarsi attrezzato, Boris non capisce il motivo di non allenarsi attrezzato. Io ho usato molto l’attrezzatura con tanta soddisfazione, poi quest’anno molto meno. Difficile dirlo forse, sottolineo forse, o la usi sempre o non la usi (quasi) mai.
Ho provato anche sedute in cui tutte le sessioni erano attrezzate, panca compresa. Certamente usare roba larga. Ne parleremo parecchio il 7 a Reggio Emilia.

Alla fine della solfa, mi dispiace essere noioso, però quello che fa la differenza è l’attivazione. Se riesci a mettere in spinta un atleta, cresce con tutto. Ho provato tante cose, però quando ho trovato la chiave di spinta di un atleta, questo è sempre migliorato tanto. E credo che sia questa la cosa innata che ho in più, ammesso che ce l’abbia.

…quindi Wolf usa poco l’attrezzatura? non la usa mai?

Wolf non la usa mai. E sebbene la ritenga una stupidaggine a primo acchito, il signore merita tutto il mio beneficio del dubbio, perché trattasi di numero uno.

bilanciere_

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Ciao Ado  quali attività sportive reputi utili per un Powerlifter e con che frequenza e intensità? So che sei “a favore” del cardio e dei Kettlebells…

Cardio senza dubbio. Mi hanno sempre fatto inorridire i discorsi di Dave Tate sull’orgoglio di non essere sani o stronzate simili. Devi avere una ottima condizione fisica, senza ombra di dubbio. Migliora anche la massa.

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Ado, fare workout voluminosi (che so… mav 5 doppio, o un simil sheiko…) e allo stesso tempo intensi (finire con singole pesanti… non propriamente mav diciamo) può andare? Oppure meglio dividere volume e intensità in workout diversi e, magari, distanziati da uno, 2 giorni?

Qui si entra nel magico mondo del mio metodo preferito, quello ‘che chiamiamo’ cinese. Pesante e leggero nella stessa seduta, lavoro sulle sensazioni, onde lunghe, preattivazione e postattivazione.
Però per fare queste cose e migliorare devi essere molto sicuro. Se hai grossi difetti tecnici, un bel 5 x 5 e un bel 3 x 5 serie al venerdì e tutto è a posto.

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Per un atleta di medio/basso rilievo quanto pensi possa influire la mera programmazione per la progressione dei carichi?Mettiamola a percentuali: testa – tecnica – programmazione.

Parliamo di te?
La programmazione deve permetterti di andare in spinta. Non sei molto in spinta, questo il tuo limite. Però, non venendoti tutto facile come ad altri, devi trovare la tua chiave nel movimento, e il programma non deve essere un intralcio a questo.
Se oggi devi fare un 5 x 5 a 100 kg e questo non ti permette di lavorare come dovresti sul movimento, quel programma, anche se lo avesse fatto Winston Churchill, non va bene per te. In generale la testa conta molto, vedi il già citato Bianchi.
Però l’ambiente conta forse ancora di più. Nell’ambiente giusto tutti o quasi hanno testa.

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Ado, ciao! Quanto peso dai all’aspetto “mentale” dell’allenamento? La tua squadra in questo senso sembra molto molto preparata e trascinante. Quanto pensi che conti questo fattore nel breve ma anche nel lungo termine?

La mentalità credo sia tutto. Tutto davvero.

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Fine prima parte..! Fra pochi giorni pubblicheremo la seconda… nel frattempo, se volete incontrare Ado dal vivo, segnatevi il doppio appuntamento del 6 e 7 dicembre a Reggio Emilia: Amerigo Brunetti, Antonio Contenta e Ado Gruzza, tutti insieme per parlare di panca piana e equipped powerlifting.

Panca_equippedPL_reggioEmilia

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